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Cosa sono le valute

La valuta è un’unità di scambio che, prevalentemente sotto forma di moneta, semplifica il trasferimento di merci e servizi.

L’emissione di valuta(moneta) è effettuata da uno stato(Giappone) o da gruppi di essi (vedi euro e/o dollaro).
L’istituto pubblico al quale viene affidato il compito di emettere valuta è la Banca  Centrale che, in regime di monopolio, è l’organo che si occupa di gestire la politica monetaria dello Stato o di aree economiche che condividono la stessa moneta.
Esistono Stati dotati di più istituti di emissione di moneta.Non è sempre scontato che una Nazione possieda una propria valuta o si avvalga solamente di questa. Uno Stato può dichiarare a corso legale una valuta di un altro paese. Questo fenomeno prende il nome di dollarizzazione.

Con il termine “dollarizzazione” ci si riferisce ad una sostituzione (o utilizzo in parallelo) della propria valuta con una straniera.

Le motivazioni per le quali si adotta questo sistema, da parti di Stati Sovrani, è la speranza di diminuire il tasso d’inflazione garantendo così maggior stabilità finanziaria nel paese.

Ad esempio la valuta ufficiale dello Stato di Panama è il Dollaro Statunitense.Le nazioni possono utilizzare Valute con lo stesso nome vedi Dollaro Statunitense/Dollaro Canadese, e/o decidere di utilizzare una stessa valuta, creando così un’area economica con un’unica banca centrale (Come nel caso dell’Unione Europea e dell’euro).Nel linguaggio comune il termine valuta si utilizza per indicare la quantità di moneta straniera, posseduta dai cittadini o da istituzioni di stato (vedi Titoli di Credito quali azioni, obbligazioni e/o Denaro circolante).

Prassi tipica di possesso di valuta straniera, è quella delle riserve valutarie. Ogni Banca Centrale,al fine di mantenere stabile il valore della propria moneta e far fronte alle necessità di operatori economici,detiene una determinata quantità di valuta estera.

Nonostante questo, il possesso di valuta ,che sia esso di cittadino privato o di istituzione di stato, sarà soggetto a norme amministrative che ne regoleranno le condizioni.La storia della valuta va (quasi)in parallelo alla storia del denaro. I primi calcoli valutari venivano fatti sui metalli e richiedevano una prassi decisamente complessa:

Attraverso il diaspro nero (pietra di paragone), principale forma cristallina di silice, era possibile determinare la “purezza” di un qualsiasi metallo (lega). Lo strofinio di quest’ultimo sulla pietra di paragone, lasciava tracce dalle quali era semplice constatare la presenza ,in percentuale, di metalli preziosi.

Dopo aver preso consapevolezza della qualità del metallo prezioso (vedi oro nel rame) era necessario moltiplicare il suo valore (in percentuale), per il peso del metallo, ottenendo così la quantità esatta di pietra pregiata all’interno della lega.

Essendo questo metodo piuttosto lungo e macchinoso venne sostituito dalla pratica della Monetazione.

Con il termine Monetazione intendiamo l’utilizzo di monete, secondo la loro serie e titolo, con inciso su di esse il loro valore. Questa innovazione evitò le lunghe pratiche di calcolo al momento dello scambio.

Con il passare del tempo vi fu una sostituzione anche della moneta in metallo ,con una che ne rappresentasse solamente il valore.

Sistemi valutari più moderni introdussero infatti le sopra descritte “monete legali” e banconote cartacee.

Questo procedimento aveva il vantaggio di consentire allo Stato di conservare il metallo prezioso (oro) nei propri forzieri.

Esempio noto di queste pratiche di gestione valutaria era il “Gold Standard” americano: il dollaro statunitense, fino a circa il 1971, era garantito dall’oro contenuto nei forzieri di Fort Knox.

Nel 1971 questa prassi di convertibilità di moneta in oro posseduto nei forzieri di Stato ,venne abolito e sostituito dal sistema di fluttuazione monetaria.