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Posted by on Dec 12, 2013 in Forex News | 0 comments

L’euro guadagna contro il dollaro

L’euro guadagna contro il dollaro

L’euro ha registrato dei piccoli guadagni contro il dollaro statunitense nella giornata di oggi, continuando a trarre sostegno dalla mancanza di un chiaro segnale da parte della Banca centrale europea relativamente ad un ulteriore allentamento monetario imminente.

La moneta unica è stata scambiata intorno a 1,3767 dollari contro il dollaro. L’euro è in grado di trarre vantaggio dal fatto che quest’anno la Banca centrale europea non costituisce più un fattore di rischio. Se ci saranno altre misure espansive, esse diventeranno un problema solo il prossimo anno, con l’attenzione che è ora concentrata sulla controparte statunitense.

Il membro del consiglio esecutivo della BCE Benoit Coeuré ha confermato ieri che la banca centrale non vede la necessità di implementare nuove misure di aiuti data la prospettiva di una graduale accelerazione dei prezzi al consumo.

I ministri delle finanze della zona euro hanno fatto dei passi significativi verso la formazione di un sindacato bancario per un ulteriore sviluppo positivo per l’euro e per la stabilità finanziaria della zona euro.
C’è poco in termini di importanti rilasci dei dati nella giornata di oggi durante le ore di mercato degli Stati Uniti, quindi l’attenzione sarà probabilmente rivolta alla pubblicazione del rapporto sull’occupazione di novembre in Australia, previsto per domani 00.30 GMT, con gli economisti che si aspettano che il tasso di disoccupazione sarà del 5,7%. Questo rapporto ha sorpreso al ribasso per quattro mesi di fila e una lettura diversa dal previsto dovrebbe ovviamente pesare sul dollaro australiano.

Il tasso di disoccupazione, lo ricordiamo, è uno dei dati più importanti per quanto riguarda un’economia, dato che se il numero di senza lavoro è minore, c’è più ricchezza da spendere e l’economia sta meglio. Questo ha solitamente delle influenze positive sulla valuta di riferimento. Al contrario, dei dati di disoccupazione più alti del previsto rendono la valuta più debole.

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