G20, dollaro o non dollaro? Geithner si difende ma Cina e Iran gli hanno già voltato le spalle


dollaro cinaAlla fine anche il dollaro è finito nel calderone del G20. Il tema non era in agenda ma non parlarne era impossibile, vista l’importanza. Ad aprire le danze è stata la Cina. Il direttore generale del dipartimento internazionale della banca centrale cinese Xie Duo ha dichiarato che “il dollaro è una importante moneta di riserva e una importante moneta commerciale” e che “la stabilità del dollaro ha una influenza chiave sulla stabilità della ripresa economica mondiale”.

Xie sottolinea anche che Pechino ha fatto costante pressione sul governo Usa perché definisca la dimensione del dollaro, oggi sia come moneta americana che internazionale. L’andamento del biglietto verde, ultimamente molto indebolito, preoccupa la Cina e tutti gli altri paesi che detengono dollari in cassa.

Il ministro del Tesoro americano Tim Geithner non ci pensa nemmeno a mettere in discussione il ruolo globale della divisa americana, che resterà valuta di riferimento mondiale “ancora per molto tempo”.

Certo è che i “verdoni” sono sempre meno appetitosi. La Cina, che sul palco internazionale del G20 ha smorzato i toni, dopo le frecciate dei mesi scorsi, continua a intrattenere scambi bilaterali in monete locali con il Brasile e presto lo farà anche con gli altri paesi Bric. Anche il presidente iraniano Ahmadinejad non ha esitato a convertire le proprie riserve di dollari in euro. Qualcosa sta cambiando. Tutti voltano le spalle al dollaro e l’impressione è che non sia più nemmeno necessario chiedere il permesso allo Zio Sam.

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27 settembre 2009 da   Forex News

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